70A Rassegna Internazionale

d’Arte | Premio G.B. Salvi

Dedicata a Eliseo Mattiacci

a cura di Riccardo Tonti Bandini

Dal 10 Aprile al 13 Giugno 2021
Palazzo degli Scalzi | Palazzo della Pretura
Sassoferrato

Salvi 2021

Paola Angelini

Paola Angelini nata a San Benedetto del Tronto, Italia (1983) si diploma in Pittura nel 2010 presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 2011 frequenta il workshop in Arti Visive presso lo IUAV Università di Venezia tenuto da Bjarne Melgaard, e nello stesso anno espone nel Padiglione Norvegese della 54esima Biennale di Venezia nella mostra intitolata Baton Sinister. Nel 2017 ottiene il Master in Belle Arti presso KASK Conservatorium a Gent (BE). Nel 2014 e nel 2016 partecipa al programma di residenza d’artista presso Nordic Artists’Centre Dale (NKD), Norvegia, e nello stesso anno partecipa al programma di residenze presso Bevilacqua La Masa a Venezia. Ha partecipato a diverse mostre personali e colletive in Italia e all’estero, tra cui: Forme del tempo, Museo Palazzo Pretorio, Prato, 2017; La conquista dello spazio, Spazio K, Galleria Nazionale delle Marche, Urbino, 2017; Iconoclash, Museo di Castelvecchio, Verona, 2017; Rethinking Media, Brandstrup Galleri, Oslo, Norvegia, 2018 ; Babel of Bric a Bràc, BGE Gallery, Stavanger, Norvegia,
2019. Attualmente vive e lavora a San Benedetto del Tronto.

Andrea Barzaghi

(Monza, *1988) vive e lavora a Milano.
I suoi lavori sono stati presentati in occasione di varie mostre, collettive e personali, in Italia come all’estero. Ricordiamo, tra le altre: Through Unfamiliar, Tbilisi History Museum, Tbilisi – 2019; Vie di Fuga, Société Interludio, Torino – 2019; Superstimulus, A&O Kunsthalle, Lipsia – 2019; Dozen, Rosenbaum Contemporary, Boca Raton, Florida - 2018; Malerei!Malerei!, Raum für Zeitgenossische Kunst, Norimberga - 2017; Mit dem Raum reden, Bistro21, Lipsia - 2017; Verso nuovi lidi, Federico Rui Arte Contemporanea, Milano - 2016; Punto e a capo, Kreis Galerie, Norimberga - 2015; Artsiders, Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia - 2014.

Oltre all’attività espositiva, si possono menzionare la partecipazione al workshop Q-RATED Nuoro, organizzato dalla Quadriennale di Roma - 2019, il primo premio del Nürnberger Nachrichten Kunstpreis, Norimberga - 2014 e varie residenze artistiche come Italia-Georgia Prize, Tbilisi, Georgia - 2019, Villa Fontaine, Cap d'Antibes, Francia – 2017 e Tyrone Guthrie Center, Annaghmakerrig, Irlanda - 2016.

Giulia Crispiani

Giulia Crispiani (Ancona, 1986) è una scrittrice e artista visiva che vive e lavora a Roma, dove collabora con Nero Editions. La sua pratica si sviluppa a partire dalla parola scritta, privilegiando interviste, lettere d’amore e manifesti come esiti formali della sua ricerca. Il suo lavoro è stato presentato presso numerose istituzioni e spazi no-profit tra cui: MACRO, Roma, Quadriennale di Roma 2020, Roma, Il Colorificio, Milano, FramerFramed, Amsterdam, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, De Kijkdoos, Amsterdam, Charsoohonar, Tehran. È autrice dei libri Incontri in luoghi straordinari / Meeting at remarkable places (Nero Editions 2020), What if Every Farewell Would Be Followed by a Love Letter (Union Editions 2020), Petra (ReRun books 2018).

Matteo Fato

Matteo Fato è nato a Pescara (Italia), nel 1979, dove attualmente vive e lavora. Ha partecipato a numerose mostre in gallerie private e musei pubblici in Italia e all’estero. Nel 2012 ha concluso la residenza presso la Dena Foundation for Contemporary Art (Parigi), con la mostra personale Vidéos_Dessins, e la partecipazione alla mostra La collection Giuliana et Tommaso Setari, retour à l’intime (La maison rouge, Fondation Antoine de Galbert). Nel 2015 ha avuto una personale dal titolo (SECRéTA) presso TRA (Treviso Ricerca Arte); a Luglio 2017 ha preso parte alla mostra OPEN20 nel Museo Mostyn in Galles. Ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui recentemente il PREMIO ERMANNO CASOLI XVIII, Fondazione Ermanno Casoli, Fabriano (2020). Nel 2008 è stato invitato in residenza presso la Fondazione Spinola Banna (Torino). Nel 2010 è stato selezionato dalla Dena Foundation for Contemporary Art come artista Italiano in residenza presso ArtOmi, (New York). Nel 2015 è stato in residenza per due mesi presso il Nordic Artists' Centre Dalsåsen (NKD) in Norvegia. Nel 2016 ha partecipato alla 16° Quadriennale d’Arte a Palazzo delle Esposizioni, Roma. A Marzo 2018 ha inaugurato una personale dal titolo Eresia (del) Florilegio presso la Galleria Nazionale delle Marche (Palazzo Ducale, Urbino); a Maggio del 2019 ha aperto una personale dal titolo Il presentimento di atre possibilità presso il Museo Studio Francesco Messina a Milano; mentre a Giugno dello stesso anno ha inaugurato una personale dal titolo Scena Notturna sul Mare presso il Centro Arti Visive – Pescheria (Pesaro). Il suo lavoro è presente in numerose collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero. Dal 2009 ad oggi è docente presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino.

Elena Mazzi

Elena Mazzi (Reggio Emilia, 1984) dopo gli studi presso l’Università di Siena e lo IUAV di Venezia, ha trascorso un periodo di formazione al Royal Institute of Art (Konsthögskolan) di Stoccolma.
Partendo dall’esame di territori specifici, nelle sue opere rilegge il patrimonio culturale e naturale dei luoghi intrecciando storie, fatti e fantasie trasmesse dalle comunità locali, nell’intento di suggerire possibili risoluzioni del conflitto uomo-natura-cultura. La sua metodologia di lavoro, vicina all’antropologia, privilegia un approccio olistico volto a ricucire fratture in atto nella società, che parte dall’osservazione e procede combinando saperi diversi.
Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive, tra cui: Whitechapel Gallery di Londra, BOZAR a Bruxelles, Museo del Novecento di Firenze, MAGA di Gallarate, GAMeC a Bergamo, MAMbo a Bologna, AlbumArte a Roma, Sonje Art Center a Seoul, Palazzo Ducale a Urbino, Palazzo Fortuny a Venezia, Fondazione Golinelli a Bologna, Centro Pecci per l’arte contemporanea a Prato, 16° Quadriennale di Roma, GAM di Torino, 14° Biennale di Istanbul,
17° BJCEM Biennale del Mediterraneo, Fittja Pavilion durante la 14° Biennale d’Architettura di Venezia, COP17 a Durban, Istituto Italiano di Cultura a New York, Bruxelles, Stoccolma, Johannesburg e Cape Town, Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.
Ha partecipato a diversi programmi di residenza in Italia e all'estero. E’ vincitrice, tra gli altri, di Cantica21 promosso dal Ministero degli Esteri e dal Ministero dei Beni Culturali, della 7° edizione dell'Italian Council promosso dal Ministero dei Beni Culturali, del XVII Premio Ermanno Casoli, Premio STEP Beyond, Premio OnBoard, VISIO Young Talent Acquisition prize, premio Eneganart, borsa Illy per Unidee, Fondazione Pistoletto, nctm e l’arte, premio Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, premio Lerici Foundation, Movin’up.

Davide Monaldi

Davide Monaldi è nato a San Benedetto del Tronto (AP) nel 1983, vive e lavora a Roma.
Nel 2007 si laurea all’Accademia R.U.F.A. di Roma e nel 2008 segue un corso di illustrazione alla Central Saint Martins di Londra. Ceramista autodidatta, i primi lavori sono tutti trasposizioni tridimensionali dei suoi disegni, che realizzano a livello plastico la specificità del tratto grafico sviluppato nei primi anni, più recentemente l’artista si è rivolto alla produzione di lavori installativi, aggiungendo un nuovo livello estetico alla sua ricerca.
Nel 2017 è il vincitore della decima edizione del Talent Prize, il premio annuale di Inside Art, dedicato ai giovani artisti under 40.
Le sue opere sono presenti in importanti collezioni private e pubbliche fra cui collezione La Gaia, Busca (Cuneo); CIAC-Colecciòn Isabel y Augustin Coppel, Città del Messico; Palazzo Ducale di Urbino, Urbino; collezione Farnesina, Roma; collezione San Patrignano, Rimini.

Nazzarena Poli Maramotti

Nazzarena Poli Maramotti vive e lavora a Cavriago, Reggio Emilia. Ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Urbino e poi l'Akademie der Bildenden Künste di Norimberga, prima nella classe del Professor Ralph Fleck, poi nella classe della Professoressa Susanne Kühn.
È Meisterschülerin del professor Ralph Fleck e Meisterschülerin della professoressa Susanne Kühn.

Andrea Nacciarriti

Andrea Nacciarriti 1976, vive e lavora a Senigallia.
Artista visivo la cui pratica esplora la stretta relazione, e i paradossi che ne scaturiscono, tra sistema dell’arte, architettura e contesti ambientali con realtà sociali, contesti storici e attualità. Come pratica interdisciplinare, il lavoro di Nacciarriti si traduce in installazioni site-specific, azioni improvvisate e reattive, performance, sculture, disegni e fotografie.
Nel 2005 partecipa al CSAV alla Fondazione Ratti di Como, visiting professor Alfredo Jaar.
Vincitore del Premo Celeste 2011, Premio Terna 03, Premio New York XII, e a call for a line 2015.
Il suo lavoro fa parte di collezioni pubbliche e private tra cui la Fondazione Antoine de Galbert di Parigi, la Fondazione Ermanno Casoli, il MAMBO e Collezione La Gaia.
Ha esposto in mostre personali in Italia e all’estero tra cui lo storico edificio dell’Essex Street Market di New York 2019, il Palazzo Ducale di Urbino 2019, Kunstahalle West di Lana 2015, il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro 2013, il CAB di Grenoblee 2011, la Galleria Franco Soffiantino di Torino 2007-2010 e lo Showroom Elica di Milano 2010.
Le sue opere sono state presentate all’interno di mostre collettive in istituzioni italiane e internazionali tra cui: La Fondazione Golinelli di Bologna 2019, il Museo di Villa Croce di Genova 2015, Le Fresnoy di Tourcoing in Francia 2014, La Maison Rouge di Parigi, il Macro di Roma, il MAMM di Mosca 2012, il PAC di Milano 2010 e presente al Frieze Sculpture di Londra 2009.

Gabriele Arruzzo

Gabriele Arruzzo nasce a Roma, dove la famiglia si era trasferita per motivi di lavoro, nel 1976, esattamente duemilaventi anni dopo la morte di Giulio Cesare.
A nove mesi di vita ha il suo primo attacco d'asma.
Fino al 1980 la famiglia risiede nella Capitale, poi si trasferisce a Teramo, dove rimane per due anni, in seguito si sposta definitivamente a Pesaro, città natale di sua madre.
Per l'aggravarsi dei problemi respiratori frequenta in modo irregolare la scuola elementare, passando tutto il tempo in casa sfogliando libri d'arte e imparando a leggere sui fumetti che il padre colleziona fin da piccolo.
Nel 1991 si iscrive al Liceo Scientifico che frequenta con scarsi risultati.
Nel 1993 comincia a realizzare graffiti, complice il fatto che Pesaro negli anni '90 è una delle realtà più vive del writing italiano.
Nel 1995 lascia il Liceo e si iscrive alla sezione di Grafica Pubblicitaria dell'Istituto Statale d'Arte di Urbino, meglio nota come Scuola del Libro per la sua lunga tradizione nella legatoria artistica.
Si diploma nel 1998.
Nello stesso anno si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Urbino nella sezione di Pittura.
Nel 2001 mette da parte il writing per dedicarsi totalmente all'attività pittorica.
Due anni dopo consegue il diploma con una tesi che analizza il fondamentale ruolo dell'asma nella produzione artistica di Francis Bacon (1909-1992).
Dal 2004 in poi espone con regolarità in gallerie private e spazi pubblici in Italia e all'estero.
Dopo aver conseguito nel 2006 il Diploma Specialistico in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino, inizia ad insegnarvi nel 2010.
Vive e lavora a Pesaro.

Simone Cametti

Simone Cametti è nato a Roma nel 1982, dove attualmente vive e lavora.
Dopo il diploma presso l’Istituto statale d’Arte “Osvaldo Licini” di Ascoli Piceno frequenta l’Accademia di Belle Arti di Urbino, indirizzo scultura. Nel 2008 termina gli studi in scultura presso la RUFA di Roma (Rome University of Fine Art).
Tra le sue mostre personali di maggiore rilievo troviamo: 4.500 Gradi Kelvin, con un testo di Lorenzo Balbi, Francesca Antonini Arte Contemporanea, Roma, 2020; OH BE A FINE GIRL, KISS ME, Project Room, Galleria NContemporary, Milano, 2020; Media Montagna, a cura di Umberto Palestini, Spazio K, Palazzo Ducale di Urbino, 2018; Tina, One Space/One Sound, a cura di Anna Cestelli Guidi e Claudio Libero Pisano, Auditorium Parco della Musica – spazio AuditoriumArte, Roma, 2017; Greenit, a cura di Claudio Libero Pisano, Francesca Antonini arte contemporanea, Roma; 6 candele, Expo Milano 2015,a cura di Alessandra Caruso, Nutrire il pianeta energia per la vita, Expo Milano 2015, Milano.
Tra le mostre collettive: Border crossing 2019, a cura di Lori Adragna, Border Crossing, Bridge Art, Chambre à air, presentato da Dolomiti Contemporanee, Piazza Magione, Palermo; sono dello stesso anno La superficie accidentata|videoarte, rassegna a cura di Gino D’Ugo, Spazio Fourteen Artellaro, Tellaro di Lerici (SP); e la mostra Bridge Art_il vuoto fertile, mostra del progetto in residenza, ex Chiesa di Santa Caterina, Noto. Nel 2017 TRAMA, a cura di Alessandro Zecchini, Galleria D’Arte Contemporanea Osvaldo Licini, Ascoli Piceno; TINA, MACRO Museo d’arte Contemporanea di Roma; 5 artisti in 5 atti, Accademia Nazionale di San Luca, Percorsi nell’arte, Viterbo; Uomo in Mare, a cura di Carlo Bachetti, Palazzina Azzurra, San Benedetto del Tronto; Terra/Uomo/Cielo, "SIDICINI contemporary art prize", Museo Archeologico Teano (CE); Talent price 2008-2017 il decennale, Museo Macro, Roma. Sono del 2016 le mostre: Denti, a cura di Sabrina Vedovotto, Algoritmo Festival, Bagnoregio;Anthropocene, Paola Cavalieri,Galleria Riccardo Crespi, Milano; Silenzio per favore, a cura di Adina Pugliese, Spazio V.AR.CO., L’Aquila., Two Calls for Vayont, Nuovo Spazio di Casso, Pordenone; Casa Cametti, Dolomiti Contemporanee, ex villaggio Eni, Borca di Cadore, Belluno. Nel 2014 Start, a cura di Studio Pivot, Saatchi Gallery, London; Mont’oro, a cura di Guglielmo Gigliotti, Galleria Montoro12, Roma.
Vincitore del Premio Grand Tour d’Italie nel 2019 e ottiene una Menzione speciale nel Premio Irene Brin. Finalista del Premio Francesco Fabbri nel 2012 e nello stesso anno Vincitore Premio Terna 04, sezione Gigawatt.
Le sue Residenze d’artista recenti Bridge-Art, Tenuta La Favola a Noto nel 2019; e L’altra montagna, workshop all'interno dell'ex Villaggio Eni nel 2018.

Luca De Angelis

Luca De Angelis nasce a San Benedetto del Tronto nel 1980.
Si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Urbino e di seguito al Biennio di Arti Visive.
Nel 2013 ha ricevuto il primo premio nella sezione arte emergente del Premio fondazione Francesco Fabbri. Nello stesso anno viene invitato da Andrea Bruciati a partecipare alla residenza di pittura Painting Practices presso Nogaredo al Torre (UD). Nel 2014 è vincitore del Premio special under 35 del Premio Combat e nello stesso anno la Fondazione Domus per l’arte moderna e contemporanea acquisisce l’opera “Pioneer” esposta alla fiera di Artverona.
Sempre nel 2014 presenta Portrait of a man, un progetto di mostra personale esposto presso gli spazi della galleria Remont di Belgrado. Nel 2016 la Galleria Civica di Modena acquisisce il disegno Senza titolo e nello stesso anno l’Auditorium Parco della Musica di Roma ospita il progetto di mostra personale Dropout curata da Claudio Libero Pisano.
Nel 2018 presenta Messinscena al Palazzo Ducale di Urbino, mostra personale curata da Umberto Palestini
Attualmente vive e lavora a Milano

Alessandro Fogo

Nato a Thiene (VI) nel 1992, nel 2017 ottiene un Master in pittura presso la Royal
Academy of Fine Arts di Anversa in Belgio in seguito alla laurea triennale presso lo IUAV
Arti visive di Venezia. Nel 2018 vince il primo premio nella sezione pittura di
ArteLagunaPrize di Venezia e nel 2019 vince il primo premio nella sezione pittura del
Premio Combat di Livorno. Nel 2020 prende parte a Domani Qui Oggi, mostra collettiva
presso il Palazzo delle Esposizioni all’interno del programma Quadriennale 2020.
Vive e lavora a S. Benedetto del Tronto (AP).

Davide Mancini Zanchi

Davide Mancini Zanchi (Urbino, 1986) vive e lavora ad Acqualagna (PU), un paesino tra il mare Adriatico e le montagne degli Appennini. Dopo aver frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Urbino, nel 2014 è ospite in residenza alla DENA Foundation for Contemporary art, nella sede di Parigi, e nel 2018, presso BoCs Art – Residenze Artistiche a Cosenza.
Il suo lavoro è stato esposto in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero. Tra le mostre personali si ricordano: “Toys are us” (A+B gallery, Brescia, 2019); “Da che mani vidi Zan Cin” (Otto Gallery, Bologna, 2019); “La Conquista dello Spazio” a cura di Riccardo Tonti (Galleria Nazionale delle Marche, Urbino, 2016); tra le collettive più recenti: “Meccaniche della meraviglia” (Chiesa di San Giacomo al Mella, Brescia, 2019); “Vie di fuga” (Societé Interludio, Torino, 2018); “Chi utopia mangia le mele” a cura di Gabriele Tosi e Arianna Polveroni (Ex dogana merci, Verona, 2018).
Nel corso degli anni, la sua ricerca è stata riconosciuta attraverso numerose premiazioni: Premio Centro Arti Visive Pescheria (2011), Premio Lissone (2014) e Premio Treviglio (2016); è stato inoltre finalista del Talent Prize (2019) e del Club Gamec Prize (2018). Inoltre, nel 2020 ha vinto l’Italian Council con un progetto di residenza condiviso in Uruguay ed è prossimo alla sua personale presso il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro (estate 2021). Le sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche di rilievo internazionale.

Silvia Mariotti

Nasce nel 1980, vive e lavora a Milano. Si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Urbino. La sua ricerca si basa sull’indagine dell’ambiente che la circonda, sia da un punto di vista sociologico sia storico. Attraverso la fotografia e l’installazione, cerca di individuare i nessi esistenti della realtà, restituendo all’immagine le suggestioni e le esperienze vissute. Nel 2013 vince il primo premio, per la sezione fotografia, del Premio Celeste. Nel 2016 arriva finalista alla IX edizione del Talent prize di Roma, nello stesso anno svolge il programma di residenza artistica FAAP a San Paolo in Brasile. Nel 2019 è finalista al premio Rotary Club di Asolo. Espone in diverse gallerie e spazi pubblici in Italia e all’estero, tra cui il Museo d’arte Contemporanea di Lissone, il Museo civico di Recanati, la galleria civica di Pirano (SLO), l’Edificio Lutetia - FAAP a San Paolo (BR) e al Palazzo Ducale di Urbino. Nel 2019 vince il premio Level 0 con la GNAM di Roma all’interno di Art Verona, mentre nel 2020 pubblica il suo libro d’artista De uma estrala à outra edito da Boite Edition.

Caterina Silva

Caterina Silva (Roma,1983, vive tra Roma e Londra) indaga le connessioni tra linguaggio e potere da una prospettiva silenziosa e anti-discorsiva con cui elude le strutture canoniche di produzione di senso. Da sempre interessata alla relazione tra gesto, libertà e processi mentali, Silva sviluppa nel tempo un corpo di lavoro pittorico e performativo multiforme e stratificato attraverso un linguaggio emotivo e sintetico.
Sue mostre personali e performance si sono svolte in spazi pubblici e privati, in Italia e all’estero tra cui Vortic Collect, Londra XR, Artissima Present Future, Torino, Bosse&Baum Gallery, Londra, Fondazione Spinola Banna, Poirino, Galleria Valentina Bonomo, Roma, Asia Culture Center, Gwangju, Galleria Riccardo Crespi, Milano, Museo Centrale Montemartini, Roma, Everad Read-Circa Cape Town, Casa Testori, Milano, Abstracte, Dordrecht, Rozenstraat a rose is a rose, Amsterdam, Oratorio di San Mercurio, Palermo.
Nel 2018 vince il 9°Combat Prize.
È stata artista in residenza presso Cité des Arts, Parigi, 2013; Rijksakademie van beeldende kunsten, Amsterdam, 2015-2014; Asia Culture Center, Gwangju, 2016; NKD, Norvegia, 2018; ARP, Cape Town 2018; Bocs, a cura di Giacinto Di Pietrantonio, Cosenza, 2019; Fondazione Spinola Banna, Poirino, 2019.

Marco Strappato

Marco Strappato (Porto San Giorgio 1982) è un artista italiano di base a Milano. Il suo lavoro è impegnato in una riconsiderazione pressante ed urgente della produzione e distribuzione delle immagini in epoca contemporanea. I lavori più recenti guardano al paesaggio ed alla tecnologia, lo schermo e lo spazio infinito che la tecnologia stessa ci offre; tali tematiche lo portano ad interrogarsi su quegli aspetti che potremmo definire del sublime tecnologico.

Ha frequentato il Royal College of Art a Londra, ottenendo un Master in Scultura. È docente presso lo IED di Milano. Il suo lavoro fa parte di diverse collezioni pubbliche e private ed è stato ampiamente esposto. Si citano le sue mostre personali presso il palazzo Ducale di Urbino (2017); The Gallery Apart, Roma (2019, 2015, 2013); Crédit Agricol (un progetto di Careof-DOCVA), Milano, (2013); Placentia Arte, Piacenza (2010). Tra le sue mostre collettive si ricordano quelle tenute presso il MAMbo, Bologna, il MAXXI, Roma (2018); il Centro Pecci, Prato; White Crypt, Londra (2017); Palazzo delle Esposizioni (XVI Quadriennale), Roma, The Averard Hotel, Londra, Fondazione Zimei, Pescara, (2016); Pump House Gallery, Londra, Royal College of Art, Londra, Jupiter Woods, Londra, Camden Arts Centre, Londra (2015); Ambasciata del Brasile, Roma, American Academy, Roma (2014); VIR Viafarini in Residence, Milano, Victoria Art Center, Bucarest (2013); NURTUREart, Brooklyn, New York, Drome Project Space, Bruxelles, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia (2012); Fondazione Spinola Banna, Poirino, WRO Art Center, Bratislava, Prague Biennale 5, Praga (2011), Careof-DOCVA, Milano, Fondazione Merz, Torino (2010).

Clarissa Baldassarri

Clarissa Baldassarri nasce a Civitanova Marche nel 1994. Nel 2013 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Macerata dove consegue la triennale in Decorazione. Nel 2017 con l'opera “Limite cieco” vince il Premio d’Arte Quarelli entrando a far parte della collezione permanente del parco. Nello stesso anno si trasferisce a Napoli e si inscrive a Scultura presso l’Accademia di Belle Arti. Nel 2018 inaugura la sua prima personale “Eikona” alla GMCG di Livorno e con una delle opere presentate vince il Premio Speciale Art Tracker del Combact Prize nel 2019. Nel 2020 inaugura, presso la Chiesa di San Giuseppe degli Scalzi di Napoli, il progetto di tesi site specific “Ausiliare” curato da Marianna Agliottone e vince con l'opera "Sound data logger" la Menzione Speciale Arte Accademia del Ducato Prize 2020.
A Settembre dello stesso anno viene coinvolta nel progetto una “Boccata d’Arte” fondato da Fondazione Elpis in collaborazione con Galleria Continua ed inaugura la seconda personale “Entropia” nella galleria GMCG. In occasione di Art Verona 2020 vince il premio “Level 0”, riconoscimento che prevede l’inserimento dell’artista nella programmazione futura della Fondazione Morra Greco di Napoli.

Fabrizio Cotognini

Fabrizio Cotognini (1983, Macerata) Vive e lavora a Civitanova Marche , si è diplomato
in pittura e scultura all’accademia di belle arti di Macerata.
Ha partecipato a numerose personali e collettive in gallerie private e musei pubblici in italia
e all’estero.
Tra le sue mostre personali ricordiamo: “Reversed Theatre”, Fondazione Sandretto Re
Rebaudengo di Torino (2018), “Is a Question of Time”, Museo Archeologico di Potenza
(2016), “Pillow book” in the Arthur & Janet C. Ross Library at the American Academy,
Roma (2016). Ha partecipato a collettive presso la National Gallery Tiblisi, Georgia (2018),
il Castel Sant'Elmo, Napoli (2018), la He.Ro Gallery, Amsterdam (2018).
Ha ricevuto diversi premio ed è stato invitato in diverse residenze, tra cui la fabbrica del
vapore Milano, visioni future Potenza.
Nel 2018 è stato vincitore del XIX premio Cairo a palazzo Reale.
Il suo lavoro è presente in numerose collezioni pubbliche e private in italia e all’estero.

Cleo Fariselli

Corinna Gosmaro

Corinna Gosmaro (1987), vive e lavora tra Parigi e Roma.
Il suo lavoro riflette sulle caratteristiche senza tempo dell’essere umano inteso
come entità culturale e globale. Muovendosi sul confine tra pittura e scultura, paradigmi
culturali, scenari domestici e evocazione di paesaggi convergono nella
creazione di una dimensione prossemica che evidenzia il ciclico ritorno delle immagini
primordiali.
Nel 2016 è artista in residenza presso la Viborg Kunsthal in Danimarca. Nel 2017 è
vincitrice della quinta edizione del premio 6Artista, promosso dalla Fondazione Pastificio
Cerere. Nel 2018 è invitata alla Citè Internationale des Arts di Parigi per portare
avanti Trigger, un progetto di ricerca nato a inizio 2017, sulla possibilità di ripercorrere
l’intera storia evolutiva e culturale dell’uomo attraverso lo studio della
percezione della morte. Nel 2018 è la vincitrice del Talent Prize e nel 2020 vince la
Italian Fellowship presso l’American Academy in Rome con il progetto Trigger: The
Gebelein Canvas.
Ha esposto il suo lavoro in numerose mostre in Italia e all’estero. Tra le personali si
ricordano Chutzpah! e Talking Knots presso The Gallery Apart, Roma e Uahed! Uahed!,
IGAV, Saluzzo.
Tra le mostre collettive si segnalano CONVERSATION PIECE / PART VI. La realtà
è ciò che non scompare quando smetti di crederci, Fondazione Memmo, Rome, IT;
Cinque Mostre 2020: Encounters, American Academy in Rome, Roma (IT); Format
à l'italienne 10, Espace Le Carré, Espace Municipal d'Art Contemporain, Lille (FR);
CONTEMPORANEE/CONTEMPORANEI, Collezione AGI VERONA, Verona; Extinction,
Artemis Fontana, Paris (FR); Strapeteana 2018, Pereto; Memotion, European
House of Art Upper Bavaria Schafhof, Freising (DE), La lama di Procopio,
Dolomiti Contemporanee, Nuovo Spazio di Casso ; LDD 07 | Haemolacria, Laboratorio
del dubbio, Torino ; Painting the Present, Peninsula Art museum, Weihai (CN);
Open Mia, Spazio Baco, Bergamo; Sphères, Galleria Continua, Les Moulins, Boissy-
Le-Chàtel (FR).

Luisa Me

Luisa Mè è un duo di giovani artisti italiani che vivono e lavorano a Londra composto da Luca Colagiacomo (Milano,1990) e Francesco Pasquini (Pesaro, 1991). Si sono diplomati all’Accademia di Belle Arti di Urbino (2015). La freschezza e l’originalità delle loro forme e composizioni nascono da un personale e innovativo approccio con cui si confrontano con il medium della pittura e della scultura. La loro ricerca s’interessa particolarmente alla condizione esistenziale dell’uomo contemporaneo e ai lati oscuri della sua psiche analizzato attraverso le proprie esperienze soggettive. Un'energia travolgente trasforma situazioni di apparente tranquillità in lotte ‘necessarie’ che costringono le figure a contorsioni innaturali e dolorose, si spingono verso l’altro, cercano contatto e supporto, come nell’ingranaggio di un orologio. Nell’ultimo corpo di lavoro, il duo rivisita i temi estivi affrontati all’inizio della loro collaborazione, evidenziando l’importanza del Sacro. L’estate è vista come contesto ideale per mettere in scena il loro immaginario, dove i personaggi si distinguono per il loro aspetto innocente e puro. Provano amore per l’inutile, la spensieratezza di una bella giornata e per il tempo libero, opponendosi così al mondo contemporaneo, pervaso da continui mutamenti e sconvolgimenti esistenziali, dove solo l’utile e ciò che è fonte di profitto hanno valore.

Raffaela Naldi Rossano

Raffaela Naldi Rossano (1990) vive e lavora a Napoli. Attraverso l'attivazione di processi di trasformazione, si impegna nell'indagine di nuove possibili relazioni e forme di intimità, sia psicologiche che socio-economiche. Le sue installazioni, che incorporano una gamma di media diversi, dagli oggetti trovati al video, dalla scultura al suono, dal testo alla performance, sono concepite come spazi intermedi in cui viene ricreato ed esposto il significato attorno a storie nascoste e soppresse, individuali o collettive. Laureata in Psicologia, Naldi Rossano ha conseguito un Master in Fotografia nel 2016 presso Goldsmiths, University of London, con una ricerca sull'identità post-storica e la trasmissione intergenerazionale, dal titolo Say Hello Back to a Phantomatic Present: Perform Heritage and Inhabit History. Attualmente sta lavorando a un progetto di ricerca e film in corso, intitolato Tessitura / Warp, che ruota attorno al mito della Sirena Parthenope, il mito fondante della città di Napoli, utilizzato qui come spazio / narrazione condiviso e contenitore aperto di confessioni. Lo scopo del progetto è quello di riscrivere metaforicamente le mitologie fondanti dei luoghi di culto dell'Italia meridionale e della Grecia, al fine di portare in primo piano figure femminili e storie alternative alla storia accademica, mitologica e religiosa. Fondatrice della piattaforma Residency 80121 di Napoli, Raffaela Naldi Rossano è una degli artisti partecipanti all'edizione 2020 della Quadriannale d'arte di Roma. Tra le sue mostre recenti: Waves between Us, Fondazione Sandretto, Guarene, I Confess, der TANK, Basel (2019); Doing Deculturalization, Museion, Bolzano (2019); Partenope, Aetopoulos, Atene (2019); Possano i Bidges Brucio, Manifesta, Palermo.

Alice Visentin