A PARTIRE DALL'EDIZIONE 2010 I MATERIALI DELLA "RASSEGNA SALVI" SARANNO PUBBLICATI sul portale web SASSOFERRATOCULTURA.IT ... [ visita ora ]
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
 

SINDACO DI SASSOFERRATO
On. Luigi Rinaldi
ASSESSORE ALLA RASSEGNA G.B. SALVI
Dennis Luigi Censi
PRESIDENTE ONORARIO
P. Stefano Trojani
COORDINAMENTO
SCIENTIFICO GENERALE
Mauro Corradini
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Marino Ruzziconi
Gianfranco Ferroni
"Oggetti sul tavolino", 1984

olio su tavola, cm 28,3x32
Mario Raciti
"Mistero", 1995

tecnica mista su carta intelata, cm 100x150
Augusto Perez
"Demitizzazione", 1964

bronzo, cm 60x24
Achille Perilli
"Amour bel oiseau", 1992

olio su tela, cm 120x120

 

Comune di Sassoferrato
54° RASSEGNA INTERNAZIONALE D’ARTE G.B. SALVI - 2004
Sassoferrato
dal 23 luglio al 29 agosto 2004
APERTURE: DAL SECONDO DOPOGUERRA AL TERZO MILLENNIO
  • OMAGGIO AD OSCAR PIATTELLA
    Palazzo ex-Pretura

  • PROTAGONISTI DEL SECONDO DOPOGUERRA:
    Gianfranco Ferroni - Achille Perilli - Augusto Perez - Mario Raciti
    Palazzo ex-Pretura

  • PRIMO PIANO:
    Arps Gesine - Beduschi Antonia - Carrara Andrés David - Casiraghi Roberto - Consorti Paolo - Frangi Giovanni - Galliani Michelangelo - Guida Federico - Lazzarini Donata - ; Leonardo Paolo - Mariotti Maria Chiara - Martinelli Andrea -Pellegrini Simone - Pezzi Paola - Pini Stefano - Pozzoli Fabrizio - Ruaro Franco - Scarpella Livio - Sesia Giovanni - Siragusa Rita - Tobreluts Olga - Velasco - Zamboni Alberto - Zeni Corrado
    Palazzo Oliva
Tre sezioni caratterizzano la 54^ edizione della Rassegna Internazionale d'Arte G. B. Salvi di Sassoferrato (Ancona), intitolata "Aperture - dal secondo dopoguerra al Terzo Millennio": recuperano e rinnovano la vicenda della mostra marchigiana, una delle più longeve della nostra penisola.

La 54^ edizione è affidata alla cura critica di Mauro Corradini; si avvale di due cataloghi delle "edizioni Quattroventi" di Urbino, uno dedicato alla "mostra-omaggio", l'altro ai "Protagonisti del secondo dopoguerra" e alle esperienze in atto, "Primo Piano".

La prima sezione, ospitata in Palazzo ex-Pretura, rappresenta un doveroso riferimento alla terra che ospita la rassegna; si propone come una riflessione sull'ultimo decennio di Oscar Piattella (Pesaro 1932), artista della stagione informale, cui conferisce il senso nuovo di un'apertura di luce: è l'alchimia della madreperla e la luce contenuta in questi corpi a segnare la sua tela, caratterizzarla e scandirla in ritmi nuovi. Lo spazio della rappresentazione diviene uno spazio simbolico, in cui si condensano le tensioni emotive, tra occlusione e aperture, tra muraglie e orizzonti che si dischiudono, della nostra vicenda epocale, piena di contraddizioni. Di Piattella sono esposte una sessantina di opere che propongono da un lato la sua presenza in alcune edizioni del "Salvi" (dagli anni sessanta agli anni settanta), dall'altro lato e massimamente, l'ultimo straordinario decennio espressivo, caratterizzato da un rinnovato contatto con la realtà naturale nelle forme indicate. Il catalogo a lui dedicato riproduce tutte le opere esposte; contiene inoltre l'introduzione critica del curatore della rassegna sassoferratese, con testi e testimonianze critiche di Vitaliano Angelini, Yves Bonnefoy, Fabio Scotto, Leo Strozzieri, e del Presidente Onorario della Rassegna, Stefano Trojani.

La seconda sezione è dedicata ad alcuni protagonisti del secondo dopoguerra; costituisce un ponte tra le tendenze dirompenti dell'ultimo mezzo secolo e le attuali linee di ricerca. Sono raccolte opere di autori che, in forme e modi diversi, costituiscono riferimenti sicuri per le nuove esperienze e danno il senso delle tensioni e fermenti della lunga stagione postbellica. Ogni artista proposto è presentato con un congruo numero di opere; si tratta di "stanze" attraverso cui il visitatore può entrare in contatto con le poetiche di ognuno. Sono allineate una decina di sculture di Augusto Perez (Messina 1929 - Napoli 2000), bronzetti della prima metà degli anni sessanta; è la stagione in cui l'artista abbandona definitivamente le forme realiste, e sente il bisogno di ricollegarsi con la cultura dei miti classici: è la fase in cui Perez riscopre i miti della "mediterraneità" che ne segneranno l'ultimo trentennio. In catalogo, Perez è introdotto da un testo critico di Mauro Corradini. A fianco di Perez, una decina di opere (7 grandi oli e alcune incisioni) di Gianfranco Ferroni (Livorno 1927 - Bergamo 2001), documenta l'evoluzione di uno dei pittori più significativi del secondo 900: Ferroni parte dalle forme del "realismo esistenziale" per giungere alle incisive e dirompenti visioni dell'ultima sua fase espressiva. In catalogo, Ferroni è introdotto da Osvaldo Rossi. Le due ulteriori "stanze" escono dall'universo iconico: le opere di Achille Perilli (Roma 1926), databili ai decenni ottanta/novanta, costituiscono la "misura", tra rigore e poesia, della ricerca astratta di uno dei maestri dell'astrattismo postbellico (Perilli è tra i fondatori dello storico gruppo romano "Forma 1"). In catalogo, Perilli è introdotto da Mariano Apa. Le opere di Mario Raciti (Milano 1934) aprono alla rilessione sull'informale. Raciti si propone attraverso i ritmi inquieti e visionari del segno che si muove nello spazio; sono ad un tempo le vibrazioni della materia e l'intensità del segno a caratterizzare non solo la poetica del pittore milanese, ma le stesse origini dell'esperienza informale che, con quella astratta costituisce il riferimento basilare nella cultura dell'ultimo mezzo secolo. In catalogo, Raciti è introdotto da Mauro Corradini. Anche i "protagonisti", come Piattella, sono esposti in Palazzo ex-Pretura. La seconda e la terza sezione sono raccolte in un unico catalogo, come il precedente, edito dalle "edizioni Quattroventi" di Urbino e stampato dalla Stibu di Urbania.
La sezione "Primo Piano" è rivolta alle esperienze in atto e allinea le opere di venticinque autori, presenti con due opere ciascuno. Essa è tutta raccolta nello storico Palazzo Oliva. La mostra ha privilegiato i linguaggi che in una qualche misura discendono dalle istanze tipiche del secondo dopoguerra. Si sono privilegiate le opere, pittoriche e plastiche, aprendo ai contesti che fanno riferimento alla fotografia, sia utilizzata in forme dirette, sia attraverso contaminazioni linguistiche, per cui gli artisti partono dalla fotografia per mutare l'iconografia con interventi pittorici o digitali. La prevalenza di immagini iconografiche non esclude, programmaticamente, né alcune presenze astratte, né alcune presenze materiche, riconducibili alle modificazioni della ricerca informale. Numerose sono le presenze poetiche; difficile diviene una "catalogazione" sugli schemi stilistici indicati: nelle recenti esperienze infatti il percorso ai limiti appare carattere specifico. Molti artisti sembrano riassumere gli stimoli iconografici per sciogliere nel gesto l'impatto con il reale; in forme speculari numerosi autori, pur partendo dal "prelievo" fotografico, cercano attraverso la trasformazione digitale la rottura degli schemi correnti di lettura e ad un tempo recuperare gli archetipi o la costruzione/elaborazione di nuove icone. La sezione "Primo Piano" è introdotta da un testo critico del curatore scientifico della Rassegna e da una riflessione di Antonella Micaletti.
La presenza di slittamenti e contaminazioni rende difficile, in uno strumento sintetico come il Comunicato Stampa, offrire la lettura di numerose opere; anche per questo si preferisce indicare i nomi dei partecipanti in rigoroso ordine alfabetico, indicando soltanto la data di nascita, per sottolineare la proposta complessivamente "giovane" delle esperienze di "Primo Piano". Artisti invitati: Gesine Arps (Hannover 1964), Matteo Basilè (1974), Antonia Beduschi (1958), Andrès David Carrara (La Plata 1973), Roberto Casiraghi (1957), Paolo Consorti (1964), Giovanni Frangi (1959), Michelangelo Galliani (1974), Federico Guida (1969), Donata Lazzarini (1968), Paolo Leonardo (1973), Mariachiara Mariotti (1968), Andrea Martinelli (1965), Simone Pellegrini (1972), Paola Pezzi (1963), Stefano Pini (1968), Fabrizio Pozzoli (1973), Franco Ruaro (1960), Livio Scarpella (1969), Giovanni Sesia (1955), Rita Siragusa (1973), Olga Tobreluts (San Pietroburgo 1970), Velasco (1960), Alberto Zamboni (1971), Corrado Zeni (1967).

(diamo di seguito una breve biografia dell'artista marchigiano, cui è dedicata la sezione "omaggio")

Oscar Piattella nasce a Pesaro nel 1932. Nel 1957 si trasferisce a Cantiano, in provincia di Pesaro, dove vive e lavora. Dopo una breve esperienza figurativa negli anni giovanili, l'artista rivolge i suoi interessi verso il movimento informale, sviluppando da subito un linguaggio autonomo. Ancora nel 1958, per la sua prima esposizione milanese, Franco Russoli gli organizza e ne presenta la personale alla Galleria dell'Ariete. A Milano, Piattella entra in rapporto con gli artisti Dorazio, Fontana, Castellani, Andrea Cascella, Nigro, Tancredi, Dangelo, Sottsass, il fotografo Ugo Mulas e numerosi altri. Tra il cinquanta e il sessanta, conosce e frequenta Nanni Valentini, Arnaldo Pomodoro, Pino Spagnulo, Walter Valentini, Giuliano Vangi, Sguanci, Mattiacci, Claudio Olivieri, Paolo Schiavocampo, Albert Diatò. A partire da quelli anni, si susseguono una serie di personali nelle principali gallerie italiane ed estere, pubbliche e private, accompagnate da saggi di importanti critici italiani. Fra le ultime mostre personali, si ricordano quelle (numerose) nella Galleria Arlette Gimaray, a Parigi, le due personali nella International Gallery di Taichung (Taiwan) e la grande mostra che la sua città natale gli ha dedicato nel 2002, organizzata da un Comitato scientifico composto dal poeta Yves Bonnefoy, dallo storico dell'arte Andrea Emiliani, dal critico d'arte Fabrizio D'amico e dal sovrintendente delle Marche Francesco Scoppola. Da alcuni anni volge i suoi interessi anche verso la poesia, stabilendo rapporti di lavoro con importanti poeti: di Anna Buoninsegni illustra il libro di poesie "Itinera"; realizza una plaquette con Mario Luzi; realizza, per le edizioni Unaluna, un'antologia sull'azzurro con saggio di Yves Bonnefoy; sempre con Bonnefoy, per le Edizioni del Bradipo, realizza il volume "La Maison natale", prefato e tradotto da Fabio Scotto con sei tavole originali. Il poeta Gianni D'Elia, nel catalogo della mostra "Sentire la materia", gli dedica un saggio ed una poesia; insieme realizzano "L'amore delle cose" per le Edizioni Unaluna, libro d'arte con tredici tavole originali. Con il poeta Fabio Scotto, per le Edizioni "Attentive", tradotto in francese da Bernard Nöel, realizza il libro, interamente fatto a mano, "Il volto ignoto", con due pastelli originali e alcuni altri interventi diretti. Infine Yves Bonnefoy, nel catalogo della mostra di Pesaro, gli dedica un importante saggio in cui analizza la pittura alla luce della poesia. Anche il poeta Fabio Scotto, nel catalogo della sua ultima personale, che il Comune di Sassoferrato gli ha organizzato nel luglio del 2004, nell'ambito della 54^ Rassegna "G. B. Salvi", curata da Mauro Corradini, gli dedica una poesia accompagnata da un approfondito saggio.